PUGILATO

La Boxe Albignasego
premia il maestro Zurlo

07/03/2019 15:25

"E’ il posto più bello al mondo il ring. Sai quello che ti può capitare". L’immagine dei guantoni, con la massima di un grande della boxe come Mike Tyson, campeggia grande all’interno del palasport “Gazzabin”, in cui settimanalmente si allenano 300 atleti di tutte le età. Ad avvicinarli a questo sport la Boxe Albignasego di Manuel Tacchetto e Anna Voltan, che dal 2016 fa parlare di sé per il nazionale Eddy Pittarello e il talento di Lara Luise certo ma anche grazie ad un movimento fatto di passione e determinazione, che ha saputo coinvolgere un intero territorio, a cominciare dalle istituzioni. Non è un caso che alla cena organizzata ieri sera proprio all’interno della palestra fossero presenti il sindaco di Albignasego Filippo Giacinti e il vicesindaco con delega allo sport Gregori Bottin, oltre ai vertici della Federazione Pugilistica, tutti insieme per dare il benvenuto all’ospite d’onore della serata, il maestro benemerito Lucio Zurlo, che da quasi 60 anni, nel quartiere Provolera di Torre Annunziata, nel napoletano, veicola l’energia e la voglia di fare a pugni dei ragazzi difficili del paese per farne veri e propri campioni di boxe. Di più: campioni di vita. Perché il pugilato, aldilà dell’apparenza, è sport che più di ogni altro insegna lealtà e rispetto per l’avversario. "Io ho praticato tantissimi sport ma nessuno è corretto come la boxe - ha raccontato Zurlo - Ci si cambia nello stesso spogliatoio, chi ha la colazione la condivide con l'altro. Tanti gesti che nel calcio, ad esempio, non esistono".

In una targa consegnata al maestro tutta la riconoscenza per essere un esempio di sport e di vita. Dalle parole di Zurlo un consiglio, spassionato, alla Boxe Albignasego, per un futuro roseo e ricco di soddisfazioni. "Auguro alla Boxe Albignasego di lavorare sempre per la passione e mai per il guadagno. Io sono un disperato, ma sono felicissimo".

Le sfide non finiscono mai. E per affrontarle col piglio giusto e vincerle bisogna essere proprio come il maestro Zurlo: guerrieri, sul ring come nella vita.


 
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