RICONOSCIMENTO

L'arbitro Chiffi è
un "Padovano Eccellente"

09/04/2019 17:13

L'esordio? Sul campo parrocchiale del Terranegra, ad arbitrare una partita dell'Atletico 2000. L'ultima in ordine di tempo? Fiorentina-Frosinone, il 7 aprile. Di strada ne ha fatta Daniele Chiffi, arbitro padovano che ha raggiunto la Serie A dopo 15 anni. "Perché non è come per i calciatori - ci spiega Chiffi - che se un giocatore è forte...viene preso da una squadra di Serie A e gioca in Serie A. Per l'arbitro il percorso è comune: provinciale, regionale, nazionale...e così fino alla massima serie". Che Daniele Chiffi, originario del quartiere Santa Rita, oggi residente all'Arcella, ha conquistato l'11 maggio 2014: la sua prima partita, Sampdoria-Napoli al Ferraris. Prima di lui, come padovano, 19 anni prima, Roberto Bettin. "Un esempio e un mito - racconta Chiffi - Sempre vicino alla classe, sempre prodigo di consigli". Chiffi si racconta il giorno che Palazzo Moroni gli consegna ufficialmente il il riconoscimento di Padovano Eccellente. In sala Giunta, il Governatore dell'Ordine dei Padovani Eccellenti Gaetano Rampin, il sindaco di Padova, l’assessore allo sport Bonavina e il presidente del CONI Veneto Gianfranco Bardelle. Chiffi non aveva potuto ritirare il riconoscimento in occasione della cerimonia al Bo lo scorso 15 marzo in quanto impegnato a Coverciano. Per lui, quindi, una giornata ad hoc. "Ne sono onorato - dice - di solito per gli arbitri ci sono più insulti che riconoscimenti..." Un titolo che Chiffi vorrebbe portare sui campi d'Europa, e del Mondo. "Sì, diventare internazionale è l'obiettivo - spiega - si lavora, e si sacrifica anche i propri affetti per questo". Una fortuna è avere una moglie...arbitro, sui campi della serie A di Calcio a 5. "Almeno non ci litighiamo il telecomando per guardare le partite..." sorride. Una carriera in ascesa, e la fortuna di avere il Var. Dice proprio così: fortuna. "Perché arbitri che hanno smesso raccontano che loro vengono ricordati solo per errori di 15 anni fa...ed è frustrante - racconta alla fine Chiffi - Uno strumento che per noi arbitri di A è una grossissima opportunità: si può correggere una valutazione sbagliata data magari da una prima impressione. Certo, poi è chiaro che in alcuni episodi ci possono essere valutazioni diverse. Ma come ha spiegato anche Rizzoli, noi tutti lavoriamo per avere una linea comune per leggere i vari episodi". Il Ferraris alla prima, poi la stagione dopo al San Paolo e all'Olimpico, quindi lo Juventus Stadium...cosa manca? "San Siro - chiude Chiffi - Spero presto di essere designato da primo arbitro perché credo che lì l'atmosfera sia incredibile". E chissà che da Padovano Eccellente non ci possa arrivare prima di quanto possa immaginarlo.



 
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