ARGOMENTO

Bovo, l'agrodolce addio
"Io volevo rinnovare..."

12/05/2020 17:21

Nastro riavvolto all'estate del 2012. Al massimo tarda primavera. Andrea Bovo, centrocampista classe 1983, interdittore di razza, arriva a sfiorare le duecento presenze in maglia biancoscudata. Il suo futuro, però, è altrove. Il giocatore, all'epoca, lo ha scoperto in modo agrodolce: lo ha rilevato dopo tanti anni durante la terza puntata di Alè Padova andata in onda domenica 10 maggio sulla pagina facebook del Tg Biancoscudato.


"Volevo rinnovare a tutti i costi - ha raccontato Andrea Bovo, oggi alla Virtus Francavilla - Ma la società non si fece sentire. Così, prima della fine del campionato, lo Spezia mi ha proposto un ottimo contratto. Tre giorni prima della firma, l'allora ds del Padova (Rino Foschi, ndr) mi ha chiamato e mi ha detto che non potevano arrivare nemmeno a metà della cifra che mi avevano offerto, chiedendomi di non dire nulla alla stampa per non fare brutta figura. Mi sono preso gli insulti dalla gente per questo".


Perché Bovo è stato bandiera, ha anche indossato la fascia di capitano. Ricordato, ancora, per il suo temperamento. Per le lacrime versate a Novara, quando con El Shaarawy e compagni sfiorò la Serie A. "Quando sono tornato l’anno dopo però ho rivisto l’affetto della gente - chiude Bovo - Con il tempo ho capito che Padova è una piazza esigente e difficile: se riguardo però le cinque stagioni vissute in biancoscudato credo di non essermi sentito all’altezza solo uno, due mesi, quando per infortunio ero fuori forma. Quindi sì, posso dire siano stati 5 ottimi anni con il Padova: e questo per me è motivo d’orgoglio". Alla fine le presenze con il Padova sono state 186, per Andrea Bovo. Dieci i gol. Un punto di riferimento del Padova che alla fine degli anni duemila ottenne il miglior risultato degli ultimi decenni, sfiorando la Serie A.


 

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