VIRTUS BASKET

Federico Schiavon: il
capitano professore

14/05/2020 11:32

Stava scrivendo una favola. Una di quelle che la sera, prima di andare a letto, leggi divorando le pagine perché non vedi l’ora di sapere qual è il finale. Ben consapevole che di emozioni intense, tra vittorie imponenti e sconfitte all’ultimo secondo, ne proverai anche mentre stai correndo, non solo alla fine della corsa. La Virtus basket è arrivata a scrivere il suo capitolo più bello il 22 febbraio scorso, all’ottava giornata di ritorno, vincendo di un punto a Bernareggio (68-67), in casa della capolista fin lì imbattuta.

LA FOTO SIMBOLO DI QUELLA VITTORIA

Emblematica di quella partita una foto in cui, dietro ad un esplosivo Michele Ferrari, sbuca il viso sorridente del capitano, Federico Schiavon, che allarga le braccia per chiamare a rapporto tutti nel momento dell’esultanza. Quello sguardo orgoglioso, di sé e dei compagni, per aver finalmente riportato la nave virtussina sul mare calmo dopo settimane di turbolenze, dura il tempo di un battito di ciglia, spazzato via poche ore più tardi da un uragano imprevisto, un’emergenza sanitaria che costringe la ciurma neroverde ad un brusco ritorno a terra e il basket ad autosospendersi in tutte le categorie e dunque anche in serie B. La riguarda spesso quella foto Federico Schiavon e, quando lo fa, nel suo cuore si scatena l’inferno. “Giusto una pandemia poteva fermare quell’entusiasmo incredibile – ironizza il capitano, 31 anni, ala, una vita nella Virtus - quella foto racchiude tante emozioni che fanno a pugni tra loro: c’è la rabbia per tutto quello che poteva essere da quel momento in poi. C’è la gioia perché era stata proprio una bella vittoria. Venivamo da una situazione infortuni che ci aveva privato sia di Ferrari, rientrato proprio in quell’occasione, che di Piazza. Con loro di nuovo in gruppo avremmo potuto continuare a navigare a vele spiegate. E invece è finito tutto. Dobbiamo però guardare al futuro e smettere di pensare a quello che è stato. Vivremo altre stagioni avvincenti, ne sono sicuro”.

LO STOP E GLI ALLENAMENTI INDIVIDUALI

Dal sogno di una promozione da inseguire a suon di impegno e tiri a canestro alle sedute individuali dentro le mura di casa il passo è stato tanto breve quanto drastico. “Io sono riuscito ad allenarmi in salotto e in giardino, con tanto di vicini di casa che si mettevano a guardarmi dal terrazzo incuriositi, cercando di creare un clima di tifo per me – sorride Schiavon - Altri si sono tenuti in forma in casa. Siamo sempre stati in contatto via chat. Certo lavorare senza lo stimolo della partita è davvero complicato, ma non ci resta che aspettare che dall’alto ci arrivino indicazioni più precise su come riprendere almeno gli allenamenti. Mi manca tanto guardare il canestro e cercare di farci finire dentro la palla, mi manca il palazzetto, mi manca il parquet, mi mancano i compagni. Mi manca tutto”.

GIOCATORE, ALLENATORE, INSEGNANTE

Non è stato fermo un attimo Schiavon in queste settimane. Si è visto costretto a interrompere la propria attività di giocatore di basket e di allenatore di bambini nel dopo scuola, ma ha dovuto anche lui, da insegnante di educazione fisica della scuola media “Giotto” di Padova, adattarsi alla dinamica della didattica a distanza, preparando lezioni di motoria da proporre online ai suoi studenti. “Un’esperienza senz’altro ricca – commenta il Federico prof – Gli alunni sono stati bravissimi a calarsi immediatamente nella nuova situazione, responsabilizzandosi e dimostrandosi ligi al dovere. Durante le lezioni online era come se fossero in classe, al punto che mi chiedevano il permesso di andare in bagno. Mi hanno trasmesso una capacità di adattamento incredibile”.

RICOMINCIARE TUTTI INSIEME

Il sogno nel cassetto è tentare di ripartire quando sarà possibile esattamente con la stessa squadra che ha portato la Virtus in alto nella prima parte di questo campionato rimasto incompiuto. “Io me lo auguro proprio – conclude Schiavon – Questo gruppo è nato tre anni fa con coach Rubini e con uno zoccolo duro composto da me, Piazza, De Nicolao e altri senior. Le partite cui abbiamo dato vita sono state spesso spettacolari e condividere lo spogliatoio con loro e con i giovani è stato bellissimo. E’ però normale che la società, prima di sbilanciarsi su questo fronte, debba ricevere indicazioni dalla Federazione su come sarà la prossima serie B. E’ prematuro pensare alla squadra ma io confido che ci saremo ancora tutti”. Già, per riannodare i fili con quel 22 febbraio. Con la vittoria a Bernareggio. Con la corsa promozione. Tutti insieme. Vasco direbbe appunto: come nelle favole. Con un lieto fine ancora tutto da scrivere.

(Martina Moscato)


 

Guarda anche:

Nessun commento per questo articolo.