PARLA IL COACH DELLA VIRTUS

Rubini: "Ripartiremo
con entusiasmo"

03/07/2020 14:29
Quando parla di sè, si definisce molto ambizioso. "Raggiunto un traguardo me ne fisso subito un altro - sorride coach Daniele Rubini, confermato per la quarta stagione consecutiva alla guida della Virtus basket - Non riesco proprio a dire: 'ok è finita lì'. Devo ripartire immediatamente e così farò con la Virtus". "Da questo punto di vista - ironizza - aver raggiunto una certa età di certo non mi spaventa".
Pronti, via. Rubini, classe 1965, non si nasconde. E' notizia di pochi giorni fa la sua riconferma sulla panchina neroverde per il quarto anno di fila. Lui sostiene che i cicli durano al massimo tre anni, ma la stagione appena conclusa, anzi non conclusa, è stata tagliata a metà dall'emergenza Coronavirus. C'è una missione da portare a termine e il coach non vede l'ora di poter ripartire. "Il Covid ha buttato all'aria tutte le carte e ha fatto cambiare le prospettive del lavoro fatto e di quello che si potrà fare - racconta Rubini ai microfoni di Telenuovo - I tre anni non sono terminati e abbiamo ritenuto di avere ancora qualcosa da dirci. E poi..."
E poi?
"Si fa fatica a staccarsi da Virtus. Non si tratta solo della società per la quale alleno. C'è un rapporto coi dirigenti e coi miei collaboratori che va aldilà del fatto strettamente sportivo. Spero che la fiducia che mi è stata accordata sia ben riposta e che i risultati, alla fine, non cambino le prospettive. Ho come la sensazione che l'annata possa essere difficile per tutti. Non sappiamo se ricominceremo e quando, non sappiamo cosa ci aspetta. Troppe le incertezze: bisogna essere pratici e non lasciarsi andare a facili entusiasmi".
Ha detto che ancora non si sente in età da pensione.
"Come dicevo prima, non mi fermo quando ho raggiunto un risultato. Guardo subito al successivo. Quando parlo di risultati peraltro non mi riferisco solo alla vittoria finale. Per me gli obiettivi sono anche quelli intermedi. Questa è la mia benzina".
Ripensa mai a quell'ultima vittoria a Bernareggio prima dello stop forzato del campionato? A quello che sarebbe potuto succedere dopo?
"La scorsa stagione era una di quelle annate che voleva vederci protagonisti. Non so dire cosa sarebbe potuto capitare. Ma, prima della vittoria di Bernareggio, avevamo gestito il momento di difficoltà e di appannamento e gli infortuni con una calma mai avuta in precedenza, tipica di chi non ne parlava ma sapeva dove voleva arrivare e quando sarebbe stato il momento decisivo. Quando è scoppiata la pandemia abbiamo fatto fatica a riassorbire il colpo. Adesso tiriamo una riga, ripartiamo per essere certamente competitivi, non può che essere così per la Virtus, per una squadra che porta il nome di Padova sulla maglietta.
Ci saranno novità importanti nella rosa? Già è ufficiale l'addio di Dagnello e Calò...
"Penso che la società, se avesse potuto, avrebbe rilanciato mantenendo la stessa squadra dello scorso anno. Ma le prospettive economiche e il desiderio di qualche giocatore di monetizzare quanto di buono fatto sono situazioni che vanno accolte e accettate come avviene nello sport. L'idea è quella di mantenere l'ossatura del gruppo: non siamo tipi da stravolgimenti in Virtus ma piuttosto da programmazione".
(Martina Moscato)

 
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