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La carica di Jefferson
"Felice della scelta"

09/09/2020 15:01

Jefferson che non vede l'ora. "Voglio disputare la prossima stagione con l'entusiasmo di un ventenne e la consapevolezza dell'età che davvero ho!". Jefferson che si dice pronto al sacrificio di natura tattica, se Mandorlini lo chiedesse: "Io esterno? Senza problemi nelle fasi di possesso, devo lavorare sulle fasi di non possesso: mi impegnerò per rispettare le richieste del mister". Jefferson pronto a riscoprire le sue radici venete. "Sto cercando il paese dei miei avi. Lo troverò. Grazie ad una bisnonna ho la cittadinanza biancoscudata". Jefferson in biancoscudato. "Vorrei la maglia numero 33. Non per motivi religiosi, ma perché l'ho usato nell'ultima stagione e mi ci sono affezionato". Si scopre finalmente l'attaccante brasiliano, un mese dopo l'ufficialità del suo acquisto. Il Padova lo ha presentato nella sala stampa di viale Rocco con una conferenza stampa online nel rispetto delle normative anticovid. A proposito.


STAGIONE ANOMALA

"Sarà una stagione particolare, quella che ci aspetta - ha detto l'attaccante brasiliano - Ma ogni controllo, ogni accortezza è necessaria se vogliamo giocare. Esempio: l'impatto con la città è stato buono e volevo visitarla...ma c'era tanta, troppa gente in giro...quindi sono tornato a casa perché in questo momento non si può rischiare nulla. E' così, non ci sono alternative". Dopo l'esordio con la Lazio ci si aspettava di vedere l'amichevole con il Chievo. E invece le tre positività riscontrate tra i veronesi ha fatto saltare tutto..."Il rischio c'è: inutile negarlo. Possono capitare situazioni simili anche più avanti. Bisogna vedere come sarà la situazione nei prossimi mesi.


I NUOVI COMPAGNI

"Conoscevo Paponi, era in squadra con me a Latina - racconta Jefferson - Con altri ci avevo giocato contro in questi anni in Italia. Altri li ho conosciuti in ritiro. Tutti però mi hanno fatto sentire come a casa sin da subito. Sì, è stato ottimo l'impatto iniziale". Perché Padova? "Destinazione un po' a sorpresa, per me - rivela l'attaccante - La trattativa è stata portata avanti dal mio procuratore (Mariano Grimaldi) che ha parlato con il direttore sportivo. Io ritengo il mio agente come un papà e mi sono fidato della sua scelta. Appena saputo della trattativa, ho sentito Sogliano e mi sono subito trovato bene. Sono contentissimo perché una piazza importantissima come Padova non capita facilmente".


QUANTI OBIETTIVI

"Non faccio promesse di gol o assist, ma solo il mio impegno totale - chiude Jefferson - L'importante è che vinca la squadra, non i singoli. Affronto questa avventura con l'entusiasmo di un ragazzino. So che il Padova mi ha cercato anche per l'esperienza nella categoria, che rimane complicata. Difficile fare pronostici oggi...ma solo lavorare bene per affrontare al meglio una stagione che sarà complicata con tanti avversari da battere".


BRASILE NEL CUORE

La musica, certo: "Ma mica solo quella brasiliana, ascolto un po' di tutto". La fede calcistica: "San Paolo, senza dubbi. In Italia invece il Milan: forse perché quando ero piccolo si vedevano in tv tante partite dei rossoneri". L'idolo: "Ronaldo, quello vero, quello brasiliano, quello con il 9. Per me il più grande di tutti i tempi". Poca saudade, però: Jefferson è in Italia da oltre dieci anni. "Più di una seconda casa". Da Firenze a Monopoli, passando per Latina (dove la sua famiglia ha casa) e Livorno. Ora la tappa di Padova. "Felice, felicissimo: davvero non vedo l'ora di iniziare a fare sul serio".


 
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